Viaggio nella storia della Memoria – Terza tappa

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Bentornato a bordo della Macchina del Tempo!

Allora sei motivato quanto me a ripercorrere le tappe principali dello sviluppo delle teorie sulla Memoria?

Preparati, questa volta, a tirare un bel sospirone… perché sarà un viaggio ad altissima velocità e molto lungo nella storia… dall’anno 100 al 1700!!

La notizia “strana” è che, in quest’arco di tempo, (notevole!), sono state relativamente poche le personalità che hanno contribuito a modificare, ampliare, inventare o mettere in discussione le convinzioni sulla Memoria.

E, tra l’altro, i pochi che l’hanno fatto, non furono né “coetanei”, né “compaesani”.

Nel secondo secolo d.C., il primo che si è interessato alla Teoria della Memoria è stato il medico Galeno, il quale, riprese la teoria di Erofilo, (vi ricordate? Il “lecchino” di Aristotele!!!!), e affermò che: la Memoria, una produzione degli “Spiriti Animali”, era situata nelle parti laterali del cervello… (quindi la novità sta nella “collocazione” della Memoria in un’area bene definita!) , e che gli “Spiriti Vitali”, mescolandosi con l’aria che entrava nel corpo, producevano le sensazioni.

Ovviamente la Chiesa, che già all’epoca stava acquistando un bel po’ di potere, influenza e autorità, sposò in pieno la teoria di Galeno e, di lì a poco, ne fece una dottrina!

Da quel momento nessuno proferì più alcuna questione a riguardo fino al diciassettesimo secolo!

Poi, trascorsi ben 1500 anni sotto l’influenza inibitoria di Galeno e della Chiesa, Thomas Hobbes, seguito da David Hartley, Zanotti e Bonnet, ripresero timidamente sotto osservazione la “questione memoria”, assolutamente non entrando in contrasto con quanto “professato” nei secoli passati, ma almeno proponendo qualche piccola “aggiunta” alla Teoria, giusto per renderla un po’ più moderna!

Il primo, Hobbes, studiò il “problema” della Memoria, e dell’”assenza” di Memoria, senza però specificare né giustificare in modo preciso le sue ricerche.

Hartley formulò la “Teoria vibratoria della Memoria” nel 1700. Secondo lui nel cervello erano presenti delle vibrazioni, che venivano modificate dalle sensazioni. Quindi, visto che la Memoria ha sede nel cervello, allora le sensazioni avevano influenza anche su di essa.

(Ora… a me sembra una cosa abbastanza simile a quella detta da Aristotele nel quinto secolo a.C.)

Zanotti è stato il primo a collegare le forze elettriche alle funzioni del cervello.

Bonnet riprese le idee di Hartley, intuendo che: più i nervi venivano usati, e più facilmente vibravano… e quindi più si migliorava la Memoria.

Per caso vi state chiedendo: tutto qui????? In ben 1600 anni????

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