Viaggio nella storia della Memoria – Seconda tappa

0

Si dice che i Romani, troppo “impegnati nella pratica dell’otium”, presero per buone le teorie sulla memoria sviluppate dal Greci, senza apportarvi alcuna modifica… ed in parte è vero… eppure, ancora oggi, viene utilizzata una tecnica di memorizzazione straordinariamente efficace, che sfrutta il “principio della concatenazione”, e che risale proprio a quel periodo…

Io stesso insegno questa strategia al Master Leonardo, ed è per questo che mi sono impegnato a fissare un appuntamento con il suo “inventore”… e “voglio portarvici”…

La seconda tappa del viaggio nella Storia della Memoria ci porta nell’antica Roma, è il primo secolo a.C. , e la star di oggi è… Cicerone!!

 

“Mi scusi, Maestro”, chiedo al filosofo, “ mi tolga una curiosità… Mi spiega qual è la strategia che le permette di ricordare perfettamente a memoria le sue lunghe orazioni?!… E’ sorprendente!!”

E lui: “ C’hai presente casa mia? A camera mia?”…

“No, in realtà non credo di esserci mai stato…”

Vabbè nun fa niente! Stamme a sentì… Io ho iniziato così… N’a stanza mia ce stanno du pilastri, a destra e a sinistra da porta, un leone de marmo com’entri, na pianta, er divano de pelle de muflone, perché je l’ho staccata io la capoccia, è mia!; vabbè poi c’è na statua de’n greco famoso che m’è costata na fortuna, e poi…”

“Mi scusi se l’ha interrompo, forse è il caso che le  riformuli la domanda…”

“Oh! T’ho capito a bello!… Nordico… che c’hai fretta? Corète sempre voialtri… famme finì… vabbè… famo che ce stanno ste cose…

Se io me dovevo ricordà de comprà un par de sandali novi, d’affilà la spada, de raccoje l’uva, lucidà l’elmo e parlà co mi fio… io appiccicavo ‘ste cose all’oggetti de casa, e me le collegavo nella testa… così quando pensavo alla stanza mia, me vedevo tutti sandali novi e profumati sulla colonna de destra, sentivo er rumore della spada sulla colonna de sinistra, vedevo la statua tutta piena de grappoli d’uva matura, che me veniva fame pe quant’era reale, mi fio sur divano abbracciato co me e la pianta dentro l’elmo, invece che ner vaso… e me ricordavo le cose da fare…

Poi, se me devo ricordà un discorso lungo, faccio la stessa cosa co li posti ‘ndove passo sempre pe andà ar Senato, e c’appiccico na parte del discorso ar fornaio, na parte ar pizzicagnolo, na parte a li cessi pubblici, alle terme eccetera… e poi quando sto a parlà, me rivedo in testa er percorso e me ricordo quello che c’ho da di… chiaro no?”

Fantastico!!!!”

E’ logico che questa è tutta finzione… probabilmente Cicerone non avrebbe espresso lo stesso concetto con queste parole… eppure… in effetti… le tecniche della Stanza Romana” e dei “Loci  Ciceroniani” consistono proprio in una concatenazione di associazioni divertenti, paradossali, verosimili e multisensoriali tra l’informazione che devo ricordare, e l’oggetto della mia “stanza immaginaria”, (se devo memorizzare una sequenza di informazioni), oppure i luoghi che incontro quotidianamente nel tragitto tra casa-lavoro o casa-università ecc, (se devo memorizzare un numero maggiore e più esteso, a livello di argomentazioni,di concetti)…

Niente da obiettare: “So forti i Romani!!!!” :)

Vai alla prima tappa … Vai alla terza tappa