Viaggio nella storia della Memoria – Prima tappa

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Cari Lettori,

Inizia qui un viaggio particolare e interessante alla scoperta delle “Origini della Memoria”…
Vi consiglio di allacciare le cinture di sicurezza della Macchina del Tempo!!
Siete pronti????…. Si parte!!!!!!
Ci troviamo in Grecia, è il 600 a.C. , ci sono un sole, un mare e una vegetazione strepitosi…
E per di più siamo stati invitati, ( si si, proprio noi!), al più importante dibattito dell’anno sul tema della memoria, a cui parteciperanno i filosofi e i pensatori più famosi della regione…
Siamo seduti sui gradini del Partendone e, di lì a poco, vediamo arrivare e schierarsi a semicerchio: Diogene di Apollonia, Parmenide, Platone, Aristotele, Zenone ed Erofilo…

Il primo a salire sul pulpito e a prendere la parola è Parmenide, il quale esordisce dicendo: “ Colleghi… vi troverete d’accordo con me nell’affermare che siamo qui riuniti, oggi, per sfatare il mito della memoria intesa come “qualità dello spirito umano”… Ritengo necessario trovare una spiegazione fisica, e per questo sono giunto alla conclusione che, secondo me, la memoria è una miscela di luce e buio, o di caldo e freddo, questo ancora non l’ho deciso! Ma una cosa è certa: fino a che questa miscela rimane in uno stato di calma, allora la nostra memoria è perfetta… Non appena la miscela viene agitata, subentra la dimenticanza…”

A questo punto si intromette Platone dicendo: “ Non sono d’accordo! Secondo me, la memoria è come una tavoletta di cera… Una volta incisa la cera con un oggetto appuntito, il solco rimane impresso fino a che il tempo non lo cancella; e così è il ricordo… è con il tempo che il ricordo svanisce e la memoria, come la cera, torna ad essere una superficie levigata…

Diogene di Apollonia, il più timido del gruppo, si fa coraggio e prende parola: “ Secondo me ha ragione Parmenide; deve essere un turbamento di un equilibrio la causa della dimenticanza, e non il tempo… Tuttavia, a mio avviso, questo equilibrio non è dato dalla miscela luce-buio o caldo-freddo, ma da eventi che producono un’uguale distribuzione di aria nel corpo…”

A questo punto Aristotele, che scalpitava da un bel pezzo, irrompe nel dibattito gridando: “ Vi sbagliate! Vi sbagliate tutti! Come potete pretendere di dare una spiegazione fisica alla memoria se continuate ad utilizzare un linguaggio così inadeguato?… Io sono convinto che: poiché il cuore è collegato con il sangue, allora la memoria dipende dai movimenti del sangue… ed è quando il flusso sanguigno rallenta che noi dimentichiamo… Eppure credo che sia di maggiore importanza, rispetto al modo in cui dimentichiamo, il modo in cui ricordiamo… e secondo me i ricordi  si formano per mezzo di associazioni di idee e immagini, poiché…”

Ma a questo punto lo interrompe Erofilo:” Bravo! Grande Maestro Aristotele! Sono d’accordo con te… ed ho anche scoperto che questa abilità di cui parli, è presente solo nell’uomo, e non nell’animale… Perché solo l’uomo possiede in sé degli “spiriti vitali”, di natura più elevata, che producono gli “spiriti animali”, ovvero il cervello, la memoria e il sistema nervoso… e poi solo il cervello dell’uomo ha così tante pieghe… e questo dimostra la sua superiorità…”

“ E come fai a dirlo?”, gli domanda Zenone, l’unico a non aver ancora proferito parola…

“ Non lo so ancora!”, risponde imbarazzato Erofilo…

“Secondo me”, prosegue Zenone, “ ha ragione Platone e sono favorevole ad accettare la sua “ipotesi della tavoletta di cera”… Mi sento solo di aggiungere a questa teoria un mio pensiero personale riguardo i fattori che “incidono” sulla memoria lasciando un ricordo… e credo che le “sensazioni” giochino un ruolo fondamentale in questo processo…”

Il dibattito prosegue ancora, ma la nostra Macchina del Tempo ci esorta a riprendere il comando delle nostre postazioni per dirigerci altrove, in un altro luogo, in un’altra epoca…

Magari le teorie dei Greci sono ormai superate, e possono sembrare ingenue, ma una cosa è certa: ancora una volta (ed esordisco così perché quando andavo a scuola ero ossessionato dalla domanda delle insegnanti: chi sono stati i primi a dire-fare-inventare-scolpire-dipingere-scoprire ecc X, Y o Z…???? E la risposta era sempre: i Greci!!!), anche per quanto riguarda le teorie sulla memoria, sono stati i Greci i primi ad interessarsi all’aspetto scientifico e non più solo “spirituale” di questa nostra facoltà, ed i primi a: dare importanza al ruolo delle “sensazioni”; introdurre concetti innovativi (come la “tavoletta di cera”), e soprattutto inventare la “legge delle associazioni di idee”!

Per il momento vi ringrazio per aver viaggiato con me… e vi aspetto alla prossima tappa!!!

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