Neuroni specchio: la premessa ad ogni forma di comunicazione…

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Comunicare è davvero così complicato?
Migliorare le proprie abilità comunicative è qualcosa che può essere fatto da chiunque, o solo pochi “eletti” hanno diritto al lusso di concedersi questa opportunità?
Si nasce bravi comunicatori… ma si può anche diventarlo?

Sono questi i quesiti a cui cercherò di rispondere…o piuttosto… di dimostrare…

“Davvero non lo capisco perché ti comporti così…”
Mai capitato di dire, o sentirvi dire, una frase come questa? 
Ecco…
Fino a qualche anno fa avrei potuto accettarla.
Oggi, l’unica risposta adeguata a frasi come “non ti capisco” è: “E’ impossibile!”.
Ovviamente la mia è una provocazione.
So perfettamente quanto una relazione tra due o più persone, ma anche l’atto di comunicare qualcosa ad un altro individuo, se vuole essere efficace, necessiti di strategie, competenze e strumenti specifici… oltre che di un’importante dose di volontà, sensibilità ed interesse sincero.
Eppure, potenzialmente, ogni essere umano è in grado di comprendere non solo il comportamento degli altri, ma anche le loro intenzioni e motivazioni.
Com’è possibile?
Grazie alla presenza, in varie aree del nostro cervello, di un determinato gruppo di neuroni, scoperti da Giacomo Rizzolatti e colleghi presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma verso la metà degli anni ’90: i “Neuroni Specchio”.
Prima di spiegarvi di cosa si tratta e, soprattutto, prima di sottolineare l’importanza che svolgono nei rapporti tra le persone, voglio citare una famosa frase che esclamò V.S. Ramachandran pochissimo tempo dopo questa “casuale” ma fondamentale scoperta.
Egli disse che:”I neuroni specchio saranno per la Psicologia quello che il DNA è stato per la Biologia”.
Tornando quindi ai “neuroni specchio”…
Per prima cosa, perché questo nome? Semplicemente per porre l’attenzione sul concetto che l’Apprendimento può avvenire grazie alla sola Osservazione.
Nel senso che se una persona svolge un’azione, chi la osserva potrebbe riprodurla, anche se appartiene a specie, ne caso fossero animali, età o culture diverse.
Infatti, questo tipo di neuroni, non si attiva solo quando si è intenti a determinate azioni, ma anche quando si guarda qualcuno diverso da noi compiere le stesse azioni. Per questo possiamo comprendere facilmente quello che fanno gli altri!
C’è però da precisare una cosa importante.
L’attivazione dei “neuroni specchio” è possibile solo se le azioni compiute dall’altro sono state compiute da noi, anche solo analogamente, in precedenza… altrimenti non possono “essere riconosciute”!!) . Il “sistema specchio” non si limita poi solo alla comprensione di azioni.
Si estende anche al riconoscimento delle Emozioni (nel senso che, quando osserviamo manifestazioni di dolore o disgusto ecc, si attiva lo stesso substrato neuronale di quando le proviamo personalmente), e alla comprensione del Linguaggio (grazie a meccanismi di “risonanze” che coinvolgono il sistema motorio). Infine, i “neuroni specchio” ci consentono di comprendere immediatamente sia il significato delle azioni altrui, sia le intenzioni, sia le possibili conseguenze, poiché, percepire un’azione e comprenderne il senso, equivale a simularla internamente… e tutto questo avviene in assenza di qualunque di ragionamento.
Che ne pensate? Non so voi, ma io, quando sono venuto a conoscenza di questa scoperta, ho pensato, e sentito, contemporaneamente una sola cosa: STRAORDINARIO!!